Jan 18 2009
∞
“ # le richieste di “amicizia” a persone che tu consideri realmente amiche nella vita analogica non creano di per sé problemi (purché poi non le asfissi con messaggi che chiedono: “Perché non mi accetti?”)
# sono altresì ovvie e consentite le richieste di “amicizia” a persone che pur non essendo amiche, hanno nella vita analogica un rapporto con te che le rende libere di rifiutare
# in tutti quei casi in cui nella vita analogica tra due persone esiste (o anche solo è sospettabile) un differenziale di potere, sarebbe giusto che la richiesta di “amicizia” venga solo dal soggetto più debole. E questo riguarda in primo luogo il rapporto figli-genitori (il figlio può chiedere al padre di diventare suo “friend”, ma non viceversa), ma anche il rapporto docenti-discenti, o capi-dipendenti. Il contrario auspico che diventi un vero e proprio tabù sociale.
# sono altresì ovvie e consentite le richieste di “amicizia” a persone che pur non essendo amiche, hanno nella vita analogica un rapporto con te che le rende libere di rifiutare
# in tutti quei casi in cui nella vita analogica tra due persone esiste (o anche solo è sospettabile) un differenziale di potere, sarebbe giusto che la richiesta di “amicizia” venga solo dal soggetto più debole. E questo riguarda in primo luogo il rapporto figli-genitori (il figlio può chiedere al padre di diventare suo “friend”, ma non viceversa), ma anche il rapporto docenti-discenti, o capi-dipendenti. Il contrario auspico che diventi un vero e proprio tabù sociale.